AMORE MIO

Inedito, Venezia, Dicembre 1979

Sono andata a cercare il tepore del sole: ne ho bisogno. Ho bisogno di sentire un tepore, un tepore qualsiasi che mi riscaldi le membra.
Sono andata a cercare il calore del sole quasi per sentire il calore di un affetto, qualcosa di tangibile che mi renda un po'di vita, un po'di speranza.
Sono una primitiva, un'istintiva, ed ho ancora il concetto tattile delle cose.
Dei fiore ho bisogno di toccare i petali per ammirarlo meglio, o di annusarlo profondamente, perché l'immagine diventi comprensibile tin nell'intima essenza, e si impadronisca di me.
Attraverso il calore del sole sento l'Amore di Dio.
Sento la Sua felicità nella creazione della natura, questa meravigliosa natura che scoppia di gioia in ogni sua manifestazione.
Non biasimarmi se per sentire Dio ha bisogno dei calore del sole; del calore dell'autunno, mite, ma penetrante; della foglia ingiallita che volteggia indugiando a posarsi, quasi per ritardare la sua morte definitiva; dell'odore della terra umida e scura, l'ultima dimora del mio corpo.
Anche in chiesa a pregare mi metto vicino alle candele accese: se la preghiera intiepidisce la mia anima, le candele intiepidiscono le mie mani ed il mío viso, e, innoridisci, sento anche in esse l'Amore di Dio.